Lavorare in Quota: l'uso dei Dispositivi di Protezione Individuale può salvare la vita e tutelare il lavoro.

Quante volte avrai sentito parlare del “Testo unico in materia di Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro”? Tante, forse. Ma hai mai approfondito i suoi contenuti? Conosci i Dispositivi di Protezione Individuale?

 

Lavorare in Quota in Sicurezza

Il cosiddetto “D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81” è un complesso di norme emanate dalla Repubblica Italiana, in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Lo scorso luglio 2018 il Testo è stato aggiornato e, dopo averne riassorbito i paragrafi che più impattano sul settore del sollevamento e dei lavori in quota, abbiamo pensato di condividerlo in pillole a partire da alcuni punti fondamentali, come gli Articoli di Legge dedicati all’uso dei Dispositivi di Protezione Individuale (noti anche con l’acronimo DPI), di cui ne abbiamo dato cenno in un nostro precedente articolo sul come tutelarsi dai pericoli dei lavori svolti in altezza.


Cosa sono e cosa non sono i DPI 

L’Articolo 74 del Decreto in questione definisce "dispositivo di protezione individuale “ qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi che costituiscono una minaccia per la sua sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.”

L’Allegato VIII del D.Lgs. n. 81/08 I DPI classifica i DPI sulla base delle parti del corpo a cui dovranno assicurare protezione, in particolare parliamo di dispositivi:

  • a protezione di testa, udito, occhi e viso
  • protettivi per le vie respiratorie e per la pelle
  • di protezione delle mani e delle braccia, dei piedi e delle gambe
  • dispositivi che proteggono tronco e addome
  • dispositivi di protezione dell'intero corpo
  • indumenti di protezione

Non costituiscono DPI:

  • gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore
  • le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio
  • tutte le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del personale del servizio per il mantenimento dell’ordine pubblico
  • attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto
  • i materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi e non per attività lavorative
  • i materiali per l’autodifesa o per la dissuasione
  • gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi

Quando l’uso dei DPI è Obbligatorio?

L’Articolo 75 del Testo Unico stabilisce che “I DPI devono essere impiegati quando i rischi risultano inevitabili o non possono essere sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.”

Se il tuo lavoro ti porta a salire su carrelli elevatori o su una piattaforma aerea autocarrata, semovente, cingolata a ragno per operare in quota, è obbligatorio che tu indossi DPI come elmetto di sicurezza, imbracatura, kit anticaduta, guanti e scarpe antinfortunistiche.


Quali i Requisiti dei DPI? Scopriamolo nell’Articolo 76

I DPI devono essere conformi alle norme di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1992 n. 475(N)78, e sue successive modificazioni ed inoltre devono:

  • essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore
  • essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro
  • tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore
  • poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità

In caso di rischi multipli che richiedono l’uso simultaneo di più DPI, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell’uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti.


Il datore di lavoro ha anche lui degli obblighi ai fini della scelta dei DPI

Li elenca l’Articolo 77 del Testo Unico:

  1. effettuare l’analisi e la valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri mezzi
  2. individuare le caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi siano adeguati ai rischi di cui alla lettera a), tenendo conto delle eventuali ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi DPI
  3. valutare, sulla base delle informazioni e delle norme d’uso fornite dal fabbricante a corredo dei DPI, le caratteristiche dei DPI disponibili sul mercato e le raffronta con quelle individuate al punto 2
  4. aggiornare la scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi di valutazione

Il datore di lavoro, anche sulla base delle norme d’uso fornite dal fabbricante, individua le condizioni in cui un DPI deve essere usato, specie per quanto riguarda la durata dell’uso, in funzione di:

  • entità del rischio
  • frequenza dell’esposizione al rischio
  • caratteristiche del posto di lavoro di ciascun lavoratore
  • prestazioni del DPI 

e fornisce ai lavoratori i DPI conformi ai requisiti previsti dall’articolo 76.

Il datore di lavoro deve inoltre:

  • mantenere in efficienza i DPI e assicurarne le condizioni d’igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante
  • provvedere a che i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti, salvo casi specifici ed eccezionali, conformemente alle informazioni del fabbricante
  • fornire istruzioni comprensibili per i lavoratori
  • destinare ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richiedano l’uso di uno stesso DPI da parte di più persone, prende misure adeguate affinché tale uso non ponga alcun problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori
  • informare preliminarmente il lavoratore dei rischi dai quali il DPI lo protegge
  • rendere disponibile nell’azienda ovvero unità produttiva informazioni adeguate su ogni DPI
  • stabilire le procedure aziendali da seguire, al termine dell’utilizzo, per la riconsegna e il deposito dei DPI
  • assicurare una formazione adeguata e organizza, se necessario, uno specifico addestramento circa l’uso corretto e l’utilizzo pratico dei DPI

    Gli obblighi dei lavoratori previsti dall’Articolo 78

    In ogni caso l’addestramento è indispensabile, ed i lavoratori sono obbligati per Legge a seguire Corsi di Formazione per l’utilizzo non solo dei mezzi e delle attrezzature da lavoro, ma nello specifico proprio per l’utilizzo dei DPI, conformemente all’informazione e alla formazione ricevute e all’addestramento organizzato dal datore di lavoro e svoltosi con il supporto di un’azienda professionale. 

    I lavoratori dovranno provvedere alla cura dei DPI messi a loro disposizione e non sarà possibile modificarli di propria iniziativa. Una volta utilizzati, i DPI dovranno essere riconsegnati nel rispetto delle procedure e, in caso di difetti o inconvenienti rilevati, il lavoratore dovrà segnalarli immediatamente al suo responsabile.


    Il centro di formazione professionale Tecnoeleva

    Prevenire e ridurre il rischio sul lavoro costituisce da sempre parte della mission di Tecnoeleva, che, da azienda responsabile e professionale, abbina all’offerta di noleggio quella formativa, strutturando corsi di addestramento e di aggiornamento teorico-pratici, svolti da un team di esperti in materia antinfortunistica e mirati all’utilizzo in sicurezza dei mezzi con successivo rilascio degli attestati abilitanti a norma di legge che non tutti possono erogare.

    Clicca sull’immagine sottostante e Scopri l’offerta sui Corsi di Formazione e Aggiornamento

 

 

 


Lavorare in Quota: come tutelarsi dai pericoli con l’aiuto del noleggiatore serio e professionale

Gli incidenti mortali che coinvolgono gli utilizzatori di piattaforme aeree e mezzi per il sollevamento salgono agli onori della cronaca purtroppo con una frequenza costante. A volte i problemi dipendono dallo stato di conservazione dei macchinari, che dovrebbero beneficiare di una accurata manutenzione o di una rigenerazione, se non proprio di una sostituzione con un nuovo esemplare. Ma, come spesso accade, è l’errato utilizzo dei dispositivi, così come lo scorretto comportamento degli operatori, a causare l’irreparabile.

Quali sono i comportamenti sbagliati più frequenti?

  • caricare la cesta più del dovuto
  • effettuare lo sbarco in quota
  • lavorare in presenza di forte vento
  • utilizzare paratie per allargare il pianale
  • ignorare i dispositivi di protezione individuale salvavita (imbracatura e kit anticaduta, casco, ecc...)

Ma la responsabilità non è solo di chi noleggia...

 

Quando manca la consapevolezza sui rischi legati al proprio lavoro, l’operatore dovrebbe poter beneficiare di un addestramento all’uso corretto del macchinario o dell’attrezzatura frequentando dei corsi di formazione ad hoc. La formazione deve essergli garantita dal suo datore di lavoro, se l’addetto alla guida del mezzo è un dipendente. Ma deve essere anche il noleggiatore serio e professionale a sensibilizzare il suo cliente al momento della consegna del mezzo, se non molto tempo prima.

 

 Clicca sull'immagine sottostante e leggi l'articolo correlato: 


Puoi riconoscere un noleggiatore professionista attento a tutelare i suoi clienti se…

  • fornisce macchine costantemente verificate con manutenzione e controlli 
  • fornisce certificati che documentano i controlli periodici
  • eroga un contratto di noleggio che elenca diritti e doveri del cliente e noleggiatore al fine di rispettare le norme e bilanciare le responsabilità
  • si preoccupa di ricevere dal cliente i nominativi di chi utilizzerà i mezzi e si accerta che essi abbiano le abilitazioni adeguate, in mancanza delle quali consiglia di seguire un corso per l’ottenimento degli attestati a norma di legge
  • produce una modulistica per il cliente che ricorda l’importanza dell’uso obbligatorio dei DPI per i mezzi di sollevamento (che si possono noleggiare insieme alla macchina)

Noleggio Piattaforme Aeree, Bari e Puglia


Il vero problema da superare è che spesso, nel lavoro, il concetto di “sicurezza” è recepito come un costo ed una perdita di tempo. Bisogna invece riconoscerlo come un investimento per migliorare la propria operatività e tutelarsi come persona, come lavoratore e come azienda. 


 

Ricorda: se vuoi andare in alto, non abbassare mai la guardia, la sicurezza viene prima di tutto il resto!



Lavorare in Quota: è tempo di luminarie, quali piattaforme aeree utilizzare per il montaggio?

L’estate è la stagione in cui si concentra il maggior numero di feste patronali in Italia ed in particolare al centro-sud, in cui si utilizzano luminarie. Ed è proprio la nostra Puglia a detenere il primato per questo tipo di manifestazioni, nonché la regione che ha contribuito ad esportare in tutto il mondo la spettacolarizzazione architettonica di celebrazioni e solennità civili, partendo dalla tradizione artistica ed artigianale delle luminarie. Per questa ragione abbiamo voluto dedicare questo articolo di “Lavorare in Quota” ad un ambito operativo particolarmente attivo in questo periodo nel nostro territorio, quello dell’installazione degli impianti luminaristici tramite l’utilizzo delle piattaforme aeree.

Come nascono e come si assemblano le luminarie?

L’arte dei decori luminosi giunge ai giorni nostri come l’evoluzione di un’antica tradizione votiva e religiosa che ha visto le strutture lignee colorarsi prima con dipinti a mano, per poi illuminarsi ad olio fino ad accendersi poi con le lampadine elettriche e a led.  Grazie all’estro e alla maestria di decoratori, architetti e tecnici, con le luminarie è possibile riprodurre vere e proprie ambientazioni naturalistiche e legate alla edilizia sacra, imponenti cattedrali illuminate dalle molteplici colorazioni, con rosoni, arabeschi, arcate, frontoni e navate che al loro interno ospitano spesso le sontuose cassarmoniche che fungono da palcoscenico per le bande musicali. Gli elementi architettonici si compongono di strutture ed impianti elettrici che possono raggiungere anche i 35 metri di altezza, per cui è necessario l’utilizzo di macchinari specifici che consentano agli operatori di assemblare le coreografie ed installare i circuiti. 


Quali sono i mezzi più utilizzati per montare gli impianti luminaristici?

Le imprese impegnate nel parare a festa piazze, strade, viali, palazzi e monumenti, devono equipaggiarsi con piattaforme aeree autocarrate, a braccio telescopico o articolato, sulla cui cesta si elevano gli operatori, spesso in coppia, impegnati nell’assemblaggio delle strutture ad altezze di lavoro che vanno prevalentemente dai 12 ai 20 metri. Le autocarrate omologate con patente “B” sono la soluzione migliore, nonché la più versatile, che consente di effettuare il posizionamento delle impalcature e degli addobbi nelle strade cittadine su pavimentazioni urbane, con manovre comode e sicure in vie spesso trafficate o in luoghi con accesso difficoltoso. Tra le case produttrici di piattaforme aeree autocarrate figurano molti prestigiosi marchi italiani come CELA Industry, CTE Lift, Socage, Isoli, Palfinger Platforms Italy e la pugliese CMC Aerial Platform.

Scopriamo insieme le caratteristiche principali delle piattaforme aeree autocarrate:

  • velocità di raggiungimento del punto di intervento, grazie ai bracci telescopici
  • verticalità assoluta con un solo comando, per lavorare con facilità, ottimizzare i tempi ed effettuare movimenti “a filo a piombo” rispetto alle pareti (alzare ed abbassare la cesta seguendo una linea verticale perpendicolare al pavimento)
  • compattezza dei mezzi, per occupare meno spazio in carreggiata o sul sito di lavoro
  • assenza di ingombro di coda laterale, per occupare meno spazio sul sito di lavoro ed evitare collisioni con edifici, vetture in transito o cose
  • cavi e catenarie interne ai bracci, impediscono il rischio di impigliarsi e causare danni a cose o alla piattaforma
  • unica area di lavoro, per avere una portata fissa senza limitazioni
  • stabilità anche su terreni sconnessi, grazie alla stabilizzazione variabile
  • portata maggiorata, per portare in quota 2 operatori con attrezzature di lavoro
  • jib, per superare ostacoli agevolmente e raggiungere punti difficili

Un lavoro affascinante da svolgere in piena sicurezza…

L’installazione delle luminarie comporta azioni delicate da parte degli operatori, come il posizionamento di alti pali di legno, il fissaggio e il collegamento delle impalcature con cavi di ferro, l’allacciamento dei circuiti elettrici. Tutte operazioni meticolose e che presentano un certo rischio in quota. L’utilizzo delle piattaforme aeree autocarrate per raggiungere le necessarie altezze di lavoro per questo tipo di progetti non può quindi prescindere da un’adeguata formazione del personale specializzato e dal rispetto delle normative vigenti. Le aziende di noleggio professionali forniscono, assieme alle attrezzature, tutti i dispositivi di protezione individuale in regola: dalle imbracature ai caschi, fino all’erogazione di corsi di formazione per gli operatori di PLE.


Lavorare in quota: le soluzioni più adatte agli impiantisti installatori di canne fumarie

Il Blog di Tecnoeleva inaugura la nuova rubrica “Lavorare in quota” dedicata all’approfondimento sugli ambiti di utilizzo delle piattaforme aeree e delle attrezzature per il sollevamento di cose e persone. Con il nostro primo articolo ci rivolgiamo agli specialisti di installazioni e bonifiche di canne fumarie, camini, caminetti, cappe di cartongesso,  per offrire soluzioni ed utili input per svolgere il lavoro in piena sicurezza e rapidità, avvalendosi dei mezzi di accesso aereo più adatti al luogo in cui si dovrà andare a prestare il servizio.

Quando si è chiamati ad operare su una parete perimetrale esterna di uno stabile condominiale dal versante stradale, la soluzione migliore è una piattaforma aerea autocarrata, dalle più piccole patenti B da 18/20 metri di sollevamento sino alle più importanti 45/50 metri. In particolare, si può scegliere se avvalersi di un sistema con braccio articolato, telescopico o che combini le due tecnologie, per raggiungere anche i punti più ostici. Il sistema di sbraccio combinato ad esempio è quello adottato da svariate case produttrici, fra cui anche le italiane CMC, CELA, CTE e SOCAGE, che hanno recentemente presentato sul mercato internazionale innovative patenti B versatili, performanti e vantaggiose dal punto di vista della manutenzione, macchine dal semplice utilizzo, dal design ergonomico e dalla riconosciuta qualità per la loro sicurezza, rapidità e precisione sul lavoro.

Se invece è stato richiesto un intervento su una parete che affaccia in un cortile interno, le attrezzature ideali sono le piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE) cingolate “ragno”, come lo possono essere anche i ponteggi sospesi a funi, detti “bilance”. Queste attrezzature sono la soluzione migliore qualora, per mancanza di spazio o a causa di superfici di lavoro poco adatte, non dovesse essere possibile accedere ai cortili interni con una piattaforma aerea autocarrata, come ad esempio in caso di piazzali con giardini, terreni o superfici non adeguatamente pavimentate.

Il nostro suggerimento è quindi quello di operare sempre col mezzo più adatto e più sicuro, dimenticando scale precarie o arrampicate mirabolanti, affidandosi quindi ad un noleggiatore accreditato e di qualità.

Se hai bisogno di consigli, chiamaci al Numero Verde 800 910 390 o scrivici, siamo pronti al lavorare al tuo fianco!